Trasforma materiali di recupero in capi sartoriali e complementi d’arredo unici, celebrando l’artigianalità, la consapevolezza e la memoria

Giuditta Tales nasce dalla volontà di dare voce alla bellezza autentica delle cose fatte con cura, dove il design incontra la responsabilità verso il pianeta. Il brand si propone come un punto d’incontro tra arte sartoriale e circolarità, trasformando tessuti dimenticati — come antiche lenzuola, tele militari e stock d’archivio — in collezioni senza tempo. La mission è di promuovere uno stile di vita consapevole, estetico e lento, riportando l’attenzione sul valore delle mani, del tempo e delle storie.

Ogni creazione non è solo un prodotto, ma un frammento di mondo Made in Italy realizzato artigianalmente da sarte che custodiscono saperi antichi. I pilastri del brand sono la sostenibilità reale, lontana da ogni forma di greenwashing, e l’artigianalità pura: tinture naturali derivate da radici e bacche, materiali traspiranti e processi produttivi a basso impatto. Giuditta Tales non segue le stagioni, ma la ciclicità della natura. Immagina un futuro in cui lusso sia sinonimo di intimità e coerenza, dove ogni oggetto diventi una piccola eredità contemporanea capace di durare, nutrire e raccontare.

Meet the founder

Giuditta Tales non nasce dalla moda, ma dalla terra.
È stata fondata da Gabriella Conti - agronoma, cuoca per passione e insegnante di orto. Gabriella ha sempre compreso che il vero lusso risiede nel rispetto dei ritmi naturali, nella pazienza e nell'equilibrio. Per estendere questa filosofia alla vita quotidiana: proprio come in cucina si estraggono i sapori dagli ingredienti, nel suo laboratorio Gabriella estrae colori dalle radici e forme da stoffe che il tempo aveva messo da parte. Il suo obiettivo è infondere in ogni capo e arredo la stessa cura che dedica al suo orto, risvegliando nelle persone la capacità di scegliere con consapevolezza, attraverso una bellezza che non urla, ma che respira insieme alla natura.

Perchè Reborn Ideas lo ha scelto

Giuditta Tales vuole tracciare un percorso verso un lusso consapevole, dove l'eleganza si misura attraverso il rispetto per le persone e per l'ambiente.

Rifiuta l'usa e getta, trasformando la circolarità da concetto teorico a realtà tangibile. Si dedica all'upcycling: la capacità di vedere una "nuova vita" in materiali che altri definirebbero scarti.

Promuove una filiera corta e umana, dove il volto di chi crea è centrale quanto il prodotto stesso. L'unicità del pezzo fatto a mano non è intesa come un vezzo estetico, ma come un manifesto etico condiviso.

Vuole offrire non semplici oggetti, ma "storie da abitare": pezzi che portano con sé un’eredità storica, un’impronta ecologica minima e una qualità sartoriale che sfida il tempo.