Artigiani da (ri)generazioni _ Cappelli, sciarpe e guanti in lana rigenerata

Cappelli, sciarpe, guanti e scaldacolli in lana, cashmere e cotone totalmente riciclati, fatti a Prato lungo tutta la filiera — dal filato Rilana dei cenciaioli al confezionamento. Tra le invenzioni del brand, il Ganzo e lo Sciarpello.

Prato, dove tutto viene rimesso in circolo

Lo Fo Io nasce a Prato, la città che Curzio Malaparte definì «il posto dove tutto viene a finire» — e dove, da oltre 170 anni, quello che finisce viene rimesso in circolo. È qui che vivono i cenciaioli, figure quasi mitologiche che dal 1850 raccolgono scarti tessili e indumenti dismessi, li selezionano, li sfilacciano e li trasformano in nuovi filati pregiati: la lana rigenerata, un materiale che non è più vergine ma ne conserva intatte le qualità, con in più il valore di una seconda vita.

Sara e Beppe: tutta la filiera, a Prato

Sara e Beppe Allocca sono cresciuti in questo distretto, figli di una famiglia radicata nel tessile pratese. Quando hanno rilevato la storica impresa di famiglia, hanno scelto di non limitarsi a continuare una tradizione: l'hanno reinterpretata, portando colore, ironia e identità contemporanea a un mestiere che rischiava di restare invisibile. Lo Fo Io — il nome dice già tutto: niente di delegato, niente di esternalizzato — gestisce l'intera filiera, dalla scelta dei filati Rilana prodotti dai cenciaioli alla lavorazione, dalla finitura al confezionamento, tutto a Prato.

Accessori invernali, senza stagioni

I prodotti sono accessori invernali: cappelli, sciarpe, guanti, scaldacolli, ma anche il Ganzo — uno scaldacollo che si trasforma in cappello — e lo Sciarpello, sciarpa e cappello insieme. Oggetti che il brand rivendica con orgoglio di aver inventato, realizzati con lana, cashmere e cotone totalmente riciclati. Non collezioni stagionali, non tendenze effimere: Lo Fo Io produce senza seguire i ritmi della moda, perché non è un brand di moda standard — e ne va fiero.

Da materiali recuperati a creazioni uniche

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MEET THE FOUNDERS

Lo Fo Io nasce dalla visione di Sara e Beppe Allocca, due gemelli cresciuti nel distretto tessile pratese. Beppe è il creativo che disegna cappelli e accessori; Sara è la comunicatrice che usa la narrazione e la performance per parlare di riuso, di manifattura, di economia circolare. Il loro motto è semplice: «Lo Fo Io» — lo faccio io, con le mie mani, nel mio territorio. Una dichiarazione d'intenti che è anche una critica al sistema della moda globale.

Perché Reborn Ideas lo ha scelto

LOFOIO Fo Io porta con sé qualcosa di raro: una filiera del riuso che non è stata costruita a tavolino, ma esiste da oltre 170 anni. I cenciaioli pratesi riciclano scarti tessili dal 1850, molto prima che la parola "sostenibilità" entrasse nel vocabolario della moda. Lo Fo Io ha il merito di aver reso visibile e valorizzato questa tradizione, trasformandola da pratica sommersa in valore dichiarato e identitario.

La produzione è interamente locale — filati, lavorazione, finitura, tutto a Prato — e i materiali, lana, cashmere e cotone rigenerati, hanno qualità equivalente all'alta gamma, con il valore aggiunto di partire da fibre esistenti invece che da fibre vergini. A questo si aggiunge una voce autentica e riconoscibile, capace di comunicare la complessità dell'economia circolare con leggerezza e calore. È questa combinazione — profondità storica, rigore produttivo e capacità narrativa — a rendere Lo Fo Io un esempio difficile da imitare.

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