Dare bellezza alla seconda vita
Corriere della Sera · 09 aprile 2019
di Silvia Nani

Il design con materiali riciclati. Ora la sfida è produrre in serie.
Lo scenario. Cresce l’urgenza della sostenibilità ma restano ancora molti scogli tecnologici per poter lanciare sul mercato oggetti nati dagli scarti. Eppure sono già molte le novità che simulano la loro origine. E seducono
Le novità: 1. Tappeto in pelle di scarto dai calzaturifici marchigiani, di Emotivi (da Reborn, alla Fabbrica del Vapore). 2. Lampadario Wilhelm Lamp, in plastica di scarto dal mare, di Tiziano Vudafieri per Guiltless Plastic di Rossana Orlandi, al Museo della Scienza e Tecnologia. 3. Pouf da esterni René di MSÈ, design Lazzerini&Pickering rivestito in tessuto in plastica riciclata Benu Talent FR di Christian Fischbacher.
Un mare di plastica. Mai locuzione sembra oggi più precisa nel definire lo scempio in cui versano i nostri mari. Ne è consapevole il Parlamento Europeo che qualche giorno fa ha approvato l’eliminazione entro il 2021 della plastica monouso (quella dei piatti, bicchieri, posate, cannucce), la più inquinante per le acque, compromesse ormai per il 70%. Un apice, questo, che assurge a emblema di un’urgenza che coinvolge tutti e quest’anno arriva con decisione nel mondo dell’arredo, chiamato a riflettere — produttori, designer e tutti gli attori della filiera — non solo su materiali, processi e sullo smaltimento dei prodotti a fine vita ma anche su nuove potenzialità: materiali alternativi da esplorare, e la trasformazione e riutilizzo di quelli già noti, nel momento in cui diventano (for…
La scansione mostra solo la prima parte dell’articolo: il testo si interrompe a metà frase e la quarta voce della rubrica ‘Le novità’ è tagliata nella foto.
Edizione cartacea.
