Peekaboo! nasce a Torino nel 2014 da un'intuizione tanto semplice quanto sorprendente: trasformare le linguette e i fondi delle lattine di alluminio — materiale considerato puro scarto — in gioielli contemporanei, leggeri e coloratissimi. Il nome stesso racconta l'anima del progetto: "cucù", il gioco che fa ridere i bambini, quella sorpresa improvvisa che ribalta le aspettative. Ed è esattamente quello che prova chi vede per la prima volta una collana o un bracciale Peekaboo!: non si immagina che un oggetto così bello possa nascere da una lattina.
Il processo inizia dalla raccolta: Silvia recupera centinaia di linguette attraverso una rete di locali, vicini e amici. Ogni pezzo di alluminio viene ripulito, disinfettato e limato per eliminare le parti taglienti, poi lucidato per restituirgli la sua naturale brillantezza argentea oppure trattato con una verniciatura a polvere professionale — priva di solventi, atossica, realizzata con energia rinnovabile — per abbinarlo ai colori dei filati. I cotoni arrivano dalla provincia di Novara, l'ecopelle da quella di Torino: tutto tracciabile, tutto italiano. Attraverso la tecnica del crochet, appresa fin da bambina grazie alla nonna e alla zia, Silvia intreccia alluminio e filati senza usare colle né supporti: è il punto dell'uncinetto a tenere tutto insieme, a dare struttura e a creare gioielli resistenti, lavabili e senza tempo.
Ogni elemento decorativo è scelto con la stessa cura: bottoni vintage che fungono da chiusura ma anche da gioiello autonomo, gocce di cristallo di vecchi lampadari, scampoli di pelle, materiali raccolti nei mercatini o regalati da amici. Il logo è inciso laser su medagliette ricavate da vecchi vinili. Il packaging è cucito e stampato in serigrafia, a mano, con carta riciclata. Ad ogni pezzo viene assegnato un numero progressivo, scritto a mano sulla confezione: una firma che ne certifica l'unicità e racconta il tempo.